giovedì 5 agosto 2021

Mark Hollis mi deve 5 sterline.

 

Stanotte ho fatto un sogno. Ero con mio fratello a Birmingham e un'amica ci consiglia di andare nel pub di proprietà di Mark Hollis.


- Ma scusa, ma non è...

- Sì.

- Ok, andiamo.


Lei ci accompagna in un pub sottoterra e se ne va. 

Ordino una birra scura in un inglese arrangiato, il barman sembra un ergastolano. Mi chiede 10 sterline, non oso rifiutargliele. 

Mi sbaglia la comanda e mi dà una bionda annacquata. Allora prendo il coraggio a due mani e educatamente gli dico che la birra è sbagliata, che la volevo scura.

Mi nega lo scambio e si volta a servire altri.

Io e mio fratello ci alziamo dal tavolo, anche perché nel frattempo si è scatenata una piccola rissa in fondo al locale. Dobbiamo cercare Hollis e protestare.

Lo troviamo a chiacchierare con uno che sembra David Bowie ma in incognito.


- Senta Mark, mi scusi se la interrompiamo, ma i fatti sono così cosà... Guardi, non è un problema di soldi, ma di educazione!

- Ah, ma che sarà mai? Quanto costa una birra? Toh!


Si alza, dal portafogli esce una banconota rossa del valore di 5 sterline e la fa cadere sul tavolo. Poi riprende a dirsi i fatti col Duca Bianco.


Subito rimango sconcertato. Mark Hollis non sa quanto costa una birra nel SUO locale.

Con la coda tra le gambe e con la banconota nella tasca torniamo al tavolo, non troviamo più niente, manco il tavolo, tutto distrutto dalla "piccola" rissa, usciamo tristissimi e magicamente ci troviamo nel centro storico di Ceglie del Campo.

Io comunque me la lego al dito: Mark Hollis mi tiene da dare 5 sterline.

martedì 6 marzo 2018

Sarò il Presidente del Consiglio di tutti, o quasi

Volevo annunciare alla popolazione italica che in data odierna ho accettato la Presidenza del Consiglio dei Ministri offertami dal Presidente della Repubblica Mattarella.

Ringrazio della fiducia accordatami e prometto di mettere in opera tutte le promesse che avete sentito in campagna elettorale.
- Innanzitutto abolirò i video verticali, cosa che come sapete migliorerà le prestazioni dei vostri costosi monitor 16:9.
- Abolirò l'avverbio "assolutamente"; chi verrà scoperto ad utilizzarlo a voce alta o sui social verrà immediatamente deportato in Gallura.
- Renderò leggibili le ricette mediche scritte a mano, grazie all'apporto di una speciale task-force di amanuensi riesumati nel castello di San Pietro in Ragogna.
- La doppia fila verrà considerata legale, ma solo da Campobasso in giù.
- Applaudire all'atterraggio di un aereo comporterà il pagamento della ClapTax, con un'aliquota proporzionale all'impegno erogato nel farlo.
- Rivolgere la parola a chi indossa cuffiette verrà ritenuta un'aggressione fisica vera e propria, come tale passabile di denunzia.
- Infine, verrà debellata la piaga che ci flagella da anni a questa parte: verrà messa al bando la musica latinoamericana nel periodo che va dal 1 maggio al 30 settembre. Vi ringrazio ancora per il tempo che avete perso nel leggere queste cose.

giovedì 21 agosto 2014

proviamo sta Redbull và...

PROPRIO BUONA QUESTA REDBULL PERCHE'NESSUNO MI AVEVA MAI DETTO PRIMA DI QUANTO E'BUONA EHI E'ANCORA MEZZANOTTE POSSO FARE UN SACCO DI COSE PRIMA CHE ARRIVI DOMATTINA EHI C'E' DA RIDIPINGERE IL SOFFITTO POSSO FARLO DOPO AVER CAMBIATO LE RUOTE DELL'AUTO ORA PERO' VI SALUTO PERCHE' VADO A FARE UNA CORSETTA AL PARCO

domenica 16 marzo 2014

risolto il mistero "Babushka"!!!

Uno dei misteri ancora irrisolti nella storia dell'umanità, una parentesi cupa e avara di informazioni su uno degli avvenimenti epocali del millennio che abbiamo appena lasciato, verrà smascherato dal sottoscritto finalmente dopo 50 anni: il mistero della "Babushka lady", introvabile signora di mezza età che era presente al momento del famoso assassinio di JFK a Dallas nel 1963.


Tale signora venne cercata per decenni perché aveva scattato foto da un'angolazione interessante per smentire (o avallare) l'ipotesi del complotto.
Orbene, dopo anni di studi ed esperienze in ambito fotografico posso definitivamente attestare che la Babushka non si è mai palesata semplicemente perché si vergognava a dire alla stampa mondiale di aver scattato SEMPRE COL TAPPO SULL'OBIETTIVO.
Tanto dovevo, Soshito Nakagata.

martedì 21 gennaio 2014

I RIMEDI DELLA NONNA

Salve, benvenuti a questa nuova rubrica del web!

Queste pagine consentiranno a voi casalinghe inesperte (ma anche a noi maschietti) di poter rimediare ai tipici problemi che affliggono le vostre giornate, con rimedi facili e veloci.

Iniziamo trattando la puzza di candeggina che può depositarsi sulle vostre mani quando lavate i panni.
L'odore persistente e nauseabondo può essere cancellato facilmente con due semplici mosse:
-innanzitutto aprite la caffettiera e svuotate il filtro pieno di polvere di caffè sulle vostre mani;
-usate tale polvere bagnata come saponetta e strofinate bene, fin sotto le unghie.
Et voilà! La puzza di candeggina è sparita!

La prossima puntata parlerà di come togliere la puzza di caffè dalle vostre mani.


domenica 29 dicembre 2013

-OROSCOPO 2014-


Dopo aver sentito sbraitare in tv i vari Branki e Paoli Foxes sugli eventi futuri, ora tocca al vero druido conoscitore delle interiora di pecora e del volo dei tordi, squartatore di fegati d'agnello e leggitore di fondi di caffè d'orzo. Il sottoscritto.
Lasciate ogne speranza, voi ch'leggete.


 Ariete
Le macchie di sangue sulla tappezzeria dell'auto non sono riconducibili a te, quindi non dovrai più sudare freddo ad ogni posto di blocco della Polizia. A maggio l'Agenzia delle Entrate ti rimborserà delle tasse pagate in esubero, ben 10'000€ tutte in monetine da 1 centesimo. Tenterai il suicidio ingoiandole ad una ad una.

Toro
Dopo aver studiato tanto, prenderai la famosa laurea in Unghiologia applicata, col terzo miglior punteggio di laurea della facoltà. E dire che gli iscritti erano solo 2! Buone nuove sul fronte Amore: su Whatsapp Lei finalmente ti risponderà con una faccina, dopo 4 mesi di VISUALIZZATO ALLE 15:43 DEL 3 FEBBRAIO.

Gemelli
Cominciare l'anno scassinando un bancomat non è un buon inizio, specie se sei tu l'addetto alla vigilanza. Ti arresteranno ma ti rilasceranno dopo una cauzione pagata con una colletta del Movimento 5 Stelle, il quale ti candiderà come simbolo di disagio popolare. Verrai eletto a sindaco di Napoli, ma per il resto tutto bene.

Cancro
La confluenza tra Marte e Venere, nella seconda decade, porterà il tuo ascendente a scontrarsi con Giove in terza Casa. Per fortuna che c'è il sostegno del trigono. Prendi le dovute precauzioni.

Leone
I nati nella seconda settimana di Agosto passeranno il compleanno in piena solitudine, perché tutti gli amici sono fuori in vacanza, chi in Grecia, chi a NY, chi a Montefiascone. Delusi dall'ennesima festa saltata, diventerete hipster.

 Vergine
Le stelle ti sono amiche, caro/a Vergine! Saturno ti ha fatto un bonifico, e Plutone ti ha comprato i cupcakes che ti piacciono tanto. Lavoro: nella speranza che te ne offrano uno, hai finito le monetine da mettere alle candele in chiesa, perciò andrai in giro a chiederle fuori dai supermarket.

 Bilancia 
non pervenuta

Scorpione
Un fascio di aria fredda scenderà dai Balcani a farti venire un brividino al cuore, mentre l'alta pressione sposterà lontano le nuvole del tuo malumore. Venti moderati, calmi i restanti mari.

 Sagittario
Hai passato il 2013 a lamentarti, e ti sei trovato abbastanza bene. Continua così. Vuoi sapere qualcosa sul lavoro? Meglio di no, credimi.

 Capricorno
Si dice che in Amore tutto è lecito, ma nel tuo caso, Capricorno, faremo un'eccezione. Smettila.

 Acquario
Cari acquari, il vostro pianeta guida si è appena dimesso, creando scompiglio nella lobby dei pianeti. Tra febbraio e maggio vivrai in un limbo, fatto di votazioni anticipate e conclavi spaziali. Il 2 giugno verrà eletto Nettuno e prenderà il nome di Urano II. Salute: che fortunato/a che sei, acquario! Diventerai famoso perché un luminare della medicina darà il tuo nome alla verruca che scoprirà sul tuo piede.

 Pesci
Nel corso degli anni scorsi, gli scontri epocali tra Venere e Marte sul tuo segno hanno preso una brutta piega, tanto che nel 2014 sarai chiamato in causa a Forum, e la tua testimonianza sugli influssi benevoli o malevoli dei rispettivi pianeti porterà all'impeachment di uno o dell'altro. Non servirà a nulla far finta di non essere in casa quando arriva la raccomandata della Palombelli, perché la presente ha valore di notifica.


Buon 2014, tanto ormai...

martedì 29 ottobre 2013

i bei mestieri di una volta

Sentendo parlare conoscenti a lavoro, l'orecchio si drizza alla seguente frase buttata lì:
"vorrei fare il politico di professione". Ecco, fossi stato un altro sarei intervenuto a piedi uniti.
'Politico' è un aggettivo! Come si fa a usare un aggettivo come professione? Allora io voglio fare il bello di mestiere, il cotonato di lavoro.
-Che mestiere fa il tuo papà?
-Il longilineo!
-Wow! Il mio invece è solo un nascosto.

Eh.
Ma anche 'rappresentante' e 'idraulico' sono aggettivi.
[...]
Ok.
Rimangio tutto. Fai un po' come cazzo ti pare.

ma comprate 'na zappa

sabato 5 ottobre 2013

Lizzani

Qualche anno fa, entrando nel campus cuffiette alle orecchie, alzo lo sguardo e incrocio gli occhi di quello che a prima vista sembra uno spilungone seduto in mezzo alla strada. Accanto a lui frotte di segretarie di edizione che pendevano dalle sue labbra, tutte dotate di regolare walkman. Focalizzo la situazione e mi rendo conto di essere nel bel mezzo di un'inquadratura di quello che scoprirò poi essere un mediometraggio sulle università italiane, in questo caso sul politecnico barese. Telecamere e tutto, a riprendere scene di vita quotidiana universitaria.

In quei pochi attimi di attraversamento di scena il mio povero cervellino, sovraccarico di dati estremamente inutili, non riesce a dare un nome e cognome al regista famoso che ha appena guardato. "Eppure l'ho già visto, è un regista famoso..."
In tutto ciò nessuno accanto a me sembrava vederlo e riconoscerlo.
Dopo ricerche incrociate e grazie al Dio Google riesco a ricavare il nome di Carlo Lizzani.

Ora, non so i motivi che hanno spinto oggi pomeriggio il signor Lizzani a  buttarsi dal balcone e a togliersi la vita.
Però ora posso solo rivolgere il mio pensiero a lui e ai fantasmi che (immagino) lo turbavano.

giovedì 26 settembre 2013

la Fretta, il male dei tempi moderni

Dai, sbrigati, muoviti! Andare andare!!

Non ci si deve mai fermare, mai tornare indietro, nemmeno per prendere la rincorsa.
I giorni d'oggi sono caotici, nevrastenici, pieni di impegni da catalogare nei nostri smartphone e di foto da condividere via cloud mentre si è al semaforo.
Muoversi sempre, fermarsi mai. Anche a costo di sembrare macchine senza cuore, ligi solo al dovere.
E'inutile che pensi "non sta parlando di me, non sono certo io"... sei coinvolto anche tu, quando mandi sms mentre attraversi la strada e cerchi la parola giusta col T9. Quando la signora prima di te alla cassa del supermarket sta contando i 74 centesimi ad uno ad uno.

La fretta, dicevo. Quella che ha portato una Lei (o un Lui, o una coppia variamente assortita) a scartare avidamente un dildo da circa 30-40 cm per strada e a buttare l'involucro per terra. Da umano raziocinante deduco che tale oggetto di amore deve essere stato acquistato dalla parafarmacia/pornoshop lì vicino, aperta 24/7 coi distributori automatici.

Quale forza universale straordinaria avrà mai portato ad aprire la confezione con tale velocità? Che impeto d'amore può mai portare a comprare, magari di notte, un dildo modello Giano bifronte?
E se magari si fosse bloccato nella caduta dal distributore? Ve la immaginate la scena? Già prendiamo a pugni e calci la vetrata se ci frega 30 centesimi di bottiglietta d'acqua, figuriamoci 30 centimetri di plastica!

La fretta. Il mondo gira intorno alla fretta. E a fior di metafora concludo: rallentiamo, perché tanto, nel bene o nel male, a volte la fretta ti porta a prenderlo in quel posto.
modello Play dong DUO flesh, dimensioni approssimative 35cm

domenica 1 settembre 2013

morto scavato

Me lo state dicendo tutti. Ogni estate. Ogni anno. Da trent'anni a questa parte.
Non sono malato, non è anemia, non è qualche reazione a qualche medicinale o a qualche mese di isolamento in carcere.
Sono banalmente, mortalmente, definitivamente pallido, o diafano, latteo, cereo, o come diavolo volete voi.
Morto scavato, zombie, malato terminale. Ditemi tutto, tanto non aumenterà di certo la percentuale di melanina nelle mie cellule epidermiche. Al massimo le potrà far arrossire.
Non è (solo) rabbia quella che provo ogni volta che mi fanno notare il colorito, è consapevolezza di quanto una caratteristica fenotipica abbastanza variegata come il tono della cute possa trasmettere qualcosa di mio, che mio non è.
Essere pallido, o verde, o nero, o giallo non farà di me una persona buona o cattiva, degna del paradiso o meritevole dell'inferno. Quindi se mi devastassi di lampade d'inverno non cambierei certo opinione nei confronti della guerra in Libia o di quei quattro gatti che in pianura padana chiamano leghisti.
O forse sì? O forse le reazioni chimiche che avvengono sulla cute, oltre che a migliorare l'umore e rafforzare le ossa, rafforzassero anche le mie idee? Le mie capacità? Le mie battute?
E se le peggiorassero? E se dopo un ciclo da 100 sedute di trifacciale diventassi un cattolico devoto, o un pianista eccelso?
E se fosse tutta una montatura di chi ti vuole bello preciso come i divi della televisione?
E se invece la gente fosse leggermente più sveglia e se poco prima di aprir bocca pensasse?
Ma sì, fammi provare l'ebbrezza di andare da un nigeriano e dirgli in faccia "Ma sei nero! Hai preso troppo sole?".
Poi cercherò una stangona da 2 metri e le rinfaccerò la statura, sottolineando il fatto che deve praticare basket, così almeno potrà essere tra simili.

E se invece la smettessimo di guardare, e iniziassimo a vedere?



mercoledì 23 maggio 2012

DURST GIL (1938): una splendida settantenne

Anni fa, entrando in casa dell'amico Muyolab, notai un cubo nero di metallo e bachelite, un soprammobile impolverato che mi fissava stancamente. Quel coso emanava un'aura importante, di Storia. Allora non capivo granché di fotografia, tantomeno avrei saputo riconoscere una macchina fotografica in quello che mi sembrava un salvadanaio. Era semplicemente uno dei ricordi del nonno.
Recentemente, con un po' più di esperienze con varie macchine, m'è venuto in mente che quel dado spoporzionato poteva essere ancora funzionante, anche se in rete le notizie a riguardo erano poche e superficiali. Immagini scattate con la scatoletta? Manco a parlarne...
Allora faccio io quello che avrei sperato di trovare nel web: una bella recensione di un pezzo da museo!
Mi faccio prestare il monolito e ci infilo dentro una pellicola 120 Kodak Portra 400 ISO VC scaduto (donatomi dall'amico Francesco, assieme ad uno sfortunato 160 ISO che si è rotto al terzo scatto)

Durst Gil

Immaginatevi un parallelepipedo nero delle dimensioni di un cartone del latte da mezzo litro, ripieno di pietre. Ecco, state maneggiando una Gil della Durst, casa produttrice di Bressanone, che dal 1929 ha sfornato vari modelli sia di macchine fotografiche che di accessori (vedi gli ingranditori).
E' una box-camera, con una focale di 105 mm e che accetta pellicole 120, facendo 8 fotogrammi 6x9 controllabili dal contapose posteriore.
Venne creata per la famiglia che poteva permettersi le prime gite fuori porta, senza la necessità di grande esperienza in fotografia.
Impostazioni? Minimali a dir poco: due diaframmi (f/16 e f/11), due tempi per l'otturatore (1/25' e P, ossia Bulb). Le levette dei diaframmi e dei tempi hanno le didascalie per agevolare i profani nelle regolazioni: si passa da Soggetti chiarissimi quali neve e mare -f/16 e 1/25'- a Interni e Ritratti -f/11 e 2-20 secondi-, per arrivare a 4-40 secondi suggeriti se si vuole scattare a f/16 in interni!
Messa a fuoco a stima, la ghiera parte da 1,5-4 metri e finisce a 4-infinito. Non è reflex, e per inquadrare occorre guardare in uno dei due specchietti -uno sul lato per formati landscape, uno sopra per i ritratti- ... non è stata impresa facile perché non ci si deve avvicinare troppo con l'occhio, basta tenerla all'altezza dell'ombelico. La si mantiene con una maniglia di cuoio che dà un tono quasi chic al tutto (ammetto che mi sembrava di andare in giro con una valigetta).
La rotella laterale fa scorrere la pellicola e al secondo-terzo giro si carica l'otturatore, evitando così le doppie esposizioni.
Smontandola ho notato la "banalità" della meccanica, roba da far storcere il naso agli amanti delle DSLR complicatissime ed elettronicissime. 
Guardare dentro una macchina così semplice mi ha toccato il cuore! Questo catorcio ha più del doppio della mia età ed è uscito indenne dalla IIa guerra mondiale (mentre alcune digitali odierne non reggono 2 gocce di pioggia senza andare in tilt).
         
Ecco le foto: credevo mooolto peggio! Ho scelto una giornata uggiosa per sfruttare l'alta sensibilità della pellicola, associata ad un modesto tempo di esposizione.
(clicca per ingrandirle)


controluce



(un po'troppo) mosso




@ f/11
Bari - Lungomare



Conclusioni finali? Facile da gestire, specie in giornate luminose con pellicole adeguate; la lente sembra ok, i colori molto naturali, tenendo presente che era nuvoloso, mentre il velo giallastro lo attribuisco alla pellicola; occorre prendere la mano nell'inquadrare e capire cosa si sta fotografando (ad es. lo spazio a destra non voluto nella foto della ragazza col portatile, la palma tagliata a dx). Voto? mmm...8+!
 
Una curiosità: il nome "Gil" sembra derivare dalle iniziali dell'inventore, ma in realtà dovrebbe essere l'acronimo di Gioventù Italiana Littorio (è pur sempre nata nel ventennio fascista...)


fonti:    Storiainsoffitta    Camera-wiki    Camerapedia

sabato 25 febbraio 2012

29-2-2012 BLOGGIN DAY PER ROSSELLA URRU

Volentieri condivido una mobilitazione attraverso il sito http://sabrinaancarola.blogspot.com/2012/02/appello-tutti-i-blogger.html
 
Realizziamo un bloggin day* per Rossella Urru il 29/2/2012 http://www.rossellaurru.it/


Questo è l'appello di Donne Viola

Ci sono donne straordinarie che non fanno niente per essere notate e con grande cuore donano la propria vita agli altri.
Manteniamo viva l'attenzione su Rossella Urru, i media non lo fanno, facciamolo noi


Il "bloggin day" è un giorno in cui un gruppo di blogger decide di parlare di un unico argomento. Allo scopo di sensibilizzare quante più persone possibili e di far parlare anche i media del rapimento di Rossella Urru, il 29 febbraio i blogger dedicheranno il proprio post a questo argomento. Per contribuire alla conversazione sui social network usiamo l'hashtag #freerossella

venerdì 23 dicembre 2011

Intervista a BABBO NATALE

Intervistatrice: Allora, Babbo Natale...

Babbo Natale: Prego...dottore. Mi chiami dottore.

I: Come, scusi?

BN: Dottore! Gradirei essere chiamato dottore, se non le spiace.

I: Ah...ma certo, come vuole, dottore. Allora, dottor Babbo Natale...

BN: Che fa, mi prende in giro? La prego, mi chiami dottore, e basta. Ho più di 500 anni, mi merito un po' di rispetto... (questi giovani...)

I: Mi scusi, non volevo mancarle di rispetto... dicevo: dottore, la volevo ringraziare per aver ospitato la troupe de "La vita in diretta" nella sua baita in montagna...

BN: Di nulla, quando non ci sono quei demonietti degli elfi, in questa casa c'è un mortorio! Sembra di stare ad una convention del PD! Perciò mi piace molto avere gente in casa.

I: Le vorrei chiedere innanzitutto come sta: la gente a casa vuole sapere se ha superato la rottura con Belen e il ricovero in clinica per disintossicarsi dal Vov.

BN: Bene, bene, sto molto bene. Molto meglio di come gli invidiosi pensano che stia. Non tocco più un bicchiere da 3 mesi, e con Belen ci sentiamo, ci messaggiamo... l'ho chiamata per congratularmi con lei per Colorado cafè e le ho augurato un futuro radioso, che merita sicuramente.

I: E cosa pensa di Sebastiano Somma? Ha saputo che interpreterà il suo ruolo nella nuova fiction di Canale 5? Nel cast ci saranno anche la Pession, Pupo nel ruolo di capo-elfo, e Gabriel Garko nel ruolo del Grinch!

BN: Sono molto contento della scelta del cast, la produzione tra l'altro mi ha contattato, ho conosciuto Sebastiano, gli ho suggerito delle cose...sottigliezze, che però andranno a completare la sua interpretazione, sicuramente impeccabile.

I: Cosa ci può svelare della trama?

BN: Oh, nulla, mi spiace, non so molto, J.J.Abrams non lascia trapelare nulla... però vi posso anticipare che per il ruolo della renna dal naso rosso è stato contattato Beppe Fiorello!

I: Fantastico! Bene, ora passiamo al motivo più importante per cui siamo qui...

BN: So già dove vuole arrivare, signorina. Ma come ho già detto in conferenza stampa, la Rai non mi permette di parlare di Sanremo. Sa, ai piani alti vogliono creare aspettativa...

I: E va bene, non insistiamo! Sta arrivando il giorno di Natale: lei cosa farà? Ha in programma qualcosa di speciale?

BN: ...

I: ... magari ci può dire quale sarà il suo pranzo di Natale! Ha in mente un menù particolare?

BN: ... ...

I: A base di carne? Pesce?

BN: .......................

I: Ehm, allora... Spumante o champagne? Ehi, ma dove va? Aspetti dottore, la prego, rimanga... almeno si lasci staccare il microfono...

sabato 8 ottobre 2011

piccola fiaba estemporanea

C'era una volta una piccola Lomo.
Era stata trovata per terra da un corazziere corazzato che, non riuscendo a piegarsi per raccoglierla per via della corazza, la calciò fino a casa, facendo anche dei pallonetti per farle salire le scale che portavano a casa. La piccola Lomo, anche se tutta rigata e sporca, già aveva capito che in quella casa c'era dell'affetto. Basti pensare che la moglie del corazziere, che era una carrozziera, la ripulì per bene e la riempì di rullini 135 Ilford, Redscale, a volte con ISO tirati da 50 a 200, a volte addirittura delle Diapo da 125 bianconero. Insomma,c'era Amore.
Come tutte le Lomo della sua età venne portata a scuola, ma l'ambiente era freddo e distaccanto nei suoi confronti: figuratevi che come compagna di banco (ottico) aveva una Fuji X100 (figlia di papà con la puzza sotto al flash). La sua migliore amica divenne subito un'emulsione fotografica scadente (ossia un'emulsione da poco). Dovette lottare duro per dimostrare di essere all'altezza dell'inquadratura, di avere la giusta sensibilità, e di riuscire ad esporre con chiarezza, ovvero senza bisogno dell'esposimetro.
Ma un bel giorno la carrozziera, che era ben carrozzata, decise di lasciare il marito corazziere corazzato e di mettersi con un cazzaro, sì, insomma... con uno smargiasso sbruffone. Tal donnaccia prese baracca e burattini e svuotò quasi completamente la casa del corazziere corazzato, che rimase con la corazza, con 75 euro in caramelle, con una gondola in similvetro (ricordo del viaggio di nozze a Cuba) e con la Lomo (che nel frattempo era stata dotata addirittura di fisheye).
Il corazziere corazzato, tutto sconsolato, decise di rivendere i pochi averi per potersi pagare la cera che serviva per la corazza da corazziere. La gondola su eBay andò via come il pane e se l'aggiudicò per 539 euro un veneziano che non aveva una casa con l'affaccio sui canali. La Lomo venne acquistata a 50 euro con un Compralo subito. Nella trattativa però l'acquirente aveva specificato la consegna a mano.
Il corazziere sconsolato e corazzato prese la Lomo, il fisheye e la tracolla e si diresse cigolante all'appuntamento. E cling e clang e cling e clang arrivò alla casa dell'acquirente, che altri non era che la principessa Rodriga, nota collezionista e mecenate.
Il carrozziere subito intuì che la Lomo sarebbe andata in mani sicure, e tra un pasticcino nel te e una fetta di crostata alla cannella collocò la macchinetta plasticosa nell'Empireo di cellulosa, cioè la stanza che la principessa aveva allestito in onore della nobil arte della Fotografia.
La Lomo si guardò intorno: Seagull, Chinon e disposable cameras erano sullo stesso ripiano con Leica, Hasselblad e dagherrotipi. Ormai non era più "inferiore" e la sua carcassa blu opaca si confondeva col nero lucido della Nikon D700 e delle altre full frame. Sorrise, chiuse l'otturatore e sprofondò nel più bello dei sogni.

domenica 4 settembre 2011

vi presentiamo : le poesie come me le ricordo io

IL CINQUE MARZO
E i fussi, come il mobile
dato il mortazzo spiro
dette la spoglia a Memole
orba di Santo Spirito ...

domenica 15 maggio 2011

game over

Lo confesso.

Io mi faccio. Pallette.

Non giudicatemi, vi prego.

Sono arrivato a farmene anche 100. Arrivo ad un certo punto e poi ... tutto si annulla. Di colpo.

Ma poco dopo tutto ricomincia... e via altre pallette... un'altra esperienza, un altro strato di percezione, un livello superiore.

Tempo fa ho incominciato ad avere le prime allucinazioni.

Fantasmi, vedo fantasmi dappertutto. Fantasmi spaventati e spaventosi.

Sono forse i fantasmi del mio ignoto passato? O sono proiezioni del mio terribile futuro?

Ho coinvolto anche il mio amore in questa spirale verso l'abisso.

Sì, anche mia moglie si fa di pallette.

Vi prego, aiutateci.

In fede, Pac Man

mercoledì 6 aprile 2011

PECCATI DI GOLA

Cosa c'è di meglio di una guantiera di pasticcini? E' facile: DUE guantiere di pasticcini!

I pasticcini: non dovete sottovalutarne la valenza sociologica. Essi sono la cartina al tornasole della diversità di comportamento dell'Uomo nei confronti del suo simile.

Sia chiaro, le pastarelle sono pastarelle. Tali leccornie non sono oggetto di critica. Non hanno mica colpe, sono lì ad aspettare che qualcuno se le pappi. Quello che risalta agli occhi è l'approccio che l'Essere Umano ha nei confronti di tali benididdio.

Mettiamola sul pratico. Senza preavviso ti si presenta al pranzo domenicale la zia Filomena, con al seguito lo zio Aldo e l'orda di lemmings travestiti da bambini che lei spaccia per figli. Sfondata la porta corazzata, i cuginetti sgusciano dentro incominciando a demolire i muri, rosicchiandoli per la fame atavica che li contraddistingue. Zia Filomena fa il suo figurone, vestita male come Moira Orfei, illuminata dietro dal plafone del pianerottolo ed incorniciata dal montante dell'ingresso a mo' di enorme santino pagano. Zio Aldo a malapena si regge in piedi, non ti accorgerai della sua presenza per tutta la domenica. Del quadretto borghesuccio ed un po' squallido presentatoti all'uscio riesci solo a focalizzare le dita della mano destra della parente: questo pollice e questo indice reggono un nastrino dorato, il quale oppone ferma resistenza all'attrazione gravitazionale, che altrimenti trascinerebbe al centro della Terra un pacchetto giallastro.

Dimensioni stimate: 30x20x8 cm; peso: intorno agli 800 gr., pari a 25,72 oz.

Indubbiamente è lui. È il pacco delle paste domenicali.

F.lli Vesuvio, peccati di gola dal 1956” dice la carta un po' raggrinzita, ma di quel raggrinzito bello, non quello dei volti dei vecchi, per capirci.

Tu educatamente saluti, ringrazi e fai accomodare il parentame, mentre nella tua testolina le endorfine fanno la ola, scatenate dalla vista del presente. Salivazione a livelli di esondazione dell'Arno del '66.

Con la cura e l'attenzione che solo gli artificieri del III° battaglione Genieri possono capire, raccogli l'oggetto del desiderio e lo riponi nel frigo, mentre con i piedi gli ricavi dello spazio spostando il barattolo di maionese scaduto, i sacchetti di prezzemolo ingiallito e il telecomando di SKY (ecco dov'era finito!)

Ore 13:00 del meridiano di Grumo Appula. Ecco la composizione del desco.

Capotavola opposto: madre (la più vicina alla cucina e quindi al frigo, ma anche una delle più lente nei 20 metri ostacoli; non è una effettiva minaccia)

Lato destro: zia Filomena – cugino I – cugino II – zio Aldo (chiare minacce le due piccole canaglie, da non sottovalutare la loro genitrice; prevedibili tafferugli a centrocampo, organizzare rappresaglie)

Lato destro: cugino III – TU – fratello – padre ( qui l'allerta deve essere massima, diciamo DEFCON 2, essendo a tua portata di braccio; non si fanno prigionieri)

Capotavola: nonno (il diabete è il tuo ottimo alleato, quasi sicuramente non costituisce pericolo, a meno che non abbia corrotto i nipotini; occorre indagare)

Ci si prepara allo scontro finale già dalle prime portate. Si attacca con gli antipasti. Per ben due ore e tre quarti si finge cordialità e si elargiscono sorrisi, tra una polenta fritta ed un capo di salsiccia a punta di coltello, il tutto innaffiato da un ottimo Greco di Tufo.

Due fanali grigio-perla ti fissano da una sponda del tavolaccio. E' nonno Puccio, ex colonnello della Guardia di Finanza, un fascistone incattivitosi con l'età. Cerca di sminuirti con lo sguardo, di penetrare nelle tue meningi per vedere se hai le palle. Tu con nonchalance ricambi brevemente l'insulto non verbale con un sorrisetto a metà, mentre porti la forchetta carica al labbro. Un attimo dopo però, mentre deglutisci, lo incenerisci con la tua brevettata occhiata alla Clint Eastwood, ad elevato potere di penetrazione come un laser da saldatura. Meno uno. Lo sconfitto mormora qualcosa sottovoce, probabilmente ha tirato giù qualche santo imprecando.

Sotto il tavolo i marmocchi credono di disturbarti slacciandoti le scarpe, ma c'è un moto interiore che non ti fa pensare a queste sciocchezze, un afflato della psiche che ti rende inquieto, sempre più inquieto e distratto, fino ad infiocinare per errore la mano del povero fratello, avendola scambiata per una succosa fetta di melone. Distratto a tal punto da non sentire le bestemmie in gaelico che il sangue del tuo sangue sta vomitando nelle orecchie dei commensali. Non è distrazione, è solo concentrazione localizzata su un solo punto nell'universo, un punto distante da te più o meno 5 metri. Dentro di te, anzi dentro di tutti si ha la consapevolezza che entro qualche minuto ogni relazione sociale verrà azzerata.

E' ormai arrivato il momento tanto atteso. Sei sopravvissuto al pranzo, e ti rendi conto che già sognavi i dolci alla seconda forchettata di cannelloni.

Qualcuno ti porta il caffè. Ormai non riconosci più i volti familiari. Quel “qualcuno” che ti ha servito potrebbe anche offendersi se non ringrazi. E allora gli (o le) sorridi.

Contemporaneamente arriva il pacchettino, fluttuando nell'aria. Ovviamente non sei più in grado di intendere e volere. E sei entrato in guerra: qualunque cosa tra te e i dolci è il Nemico. Ricorda: non si fanno prigionieri.

Non riesci nemmeno a stare seduto: clinicamente parlando sei nel pieno di una sindrome psicomotoria definita acatisia. Non sei stato così insofferente alla sedia dall'infausta settimana in cui ti comparvero le emorroidi.

Nella fase di apertura, in un silenzio che si può provare solo nello spazio siderale, i commensali notano un vassoio di cartone argentato che si nasconde sotto un'orgia di manufatti eduli.

E' in questo momento che la Natura fa sentire il suo peso: millenni di evoluzione, miliardi di mutazioni genetiche, tutte finalizzate ad ottenere il Più Adattabile... tutto, pur di agguantare le paste migliori.

No, non sto esagerando. Se nella notte dei tempi il nostro ancestrale Progenitore non avesse preso quelle decisioni (usare l'ossigeno per la respirazione, ottenere energia dal glucosio ecc.) noi non saremmo di certo qui. E tu non saresti di sicuro davanti al paradiso della carie.

Cosa ti hanno insegnato anni di Biologia e Scienze alle scuole superiori? Il più adattabile sopravvive. Non il più forte, ma il più figliodiputtana... non lo hai mai dimenticato.

Tu sei lì a tavola con una masnada di orchi col tuo stesso cognome, tutti a scandagliare barchette, crostatine e babà.

Che dici, ci sarà la panna lì dentro?”, “Ma questa è alla ricotta? No, perché se è alla ricotta io non la mangio”. Parole in ordine compiuto che riecheggiano nella sala da pranzo. Ma tu ormai hai sublimato il concetto di Ascolto. Tu percepisci direttamente il pensiero dei tuoi parenti dall'odore che emanano le loro ghiandole sudoripare.

L'evoluzione prima e l'esperienza poi ti hanno insegnato a fare la prima mossa. Mai perdere l'occasione di fottersi la prima pasta, qualunque essa sia. Chi magna pe' primo magna ddu vorte.

Con lo scatto di un cobra dagli occhiali ti fiondi sulla migliore pasterella al mondo: la cassata siciliana. Talmente dolce che al confronto Love story è un film d'azione.

Sei riuscito a prendere con decisione ma anche con delicatezza la cassatina e a portartela alla bocca nel tempo di un battito di ciglia, tanto che la zia e tuo fratello sanguinante non si sono accorti di nulla. Tenendo presente che un battito di ciglia dura 0.3 secondi, la velocità della tua azione ti porterebbe a finire l'intera guantiera in 10 secondi netti (se solo il bon-ton, l'educazione e lo stomaco te lo consentissero). Tale rapidità nell'agire ha spaventato un povero cugino. Ottimo segno, vuol dire che la tattica della prima mossa è stata efficace: è servita a stordire il nemico per indebolirlo psicologicamente. Quel povero bimbo non avrà più il coraggio di competere col tuo braccio, ergo dovrà spostarsi e impiegherà più tempo a prendere un pasticcino. Tempo prezioso.

Round 2: bignè al cioccolato.

Round 3: cannolo siciliano ricotta e canditi.

Breve time-out per sorseggiare il caffè amarissimo (lo zucchero nel caffè fa ingrassare).

Round 4: veneziana alla crema (da intenditori).

E così via.

L'azione è talmente rapida che necessita di breve descrizione. Grazie a Madre Natura hai due braccia funzionanti, quindi mentre con la sinistra ti pulisci il muso dai residui appiccicaticci di cassata, con la destra hai già agguantato il bignè per portarlo alla bocca, successivamente la sinistra si porterà sul campo di battaglia tastando il cannolo più turgido (quello meno umido darà più soddisfazioni sotto il palato) e poi ancora avanti e indietro, in un moto elastico ipnotizzante per gli sprovveduti.

La concorrenza è battuta sul nascere. I più piccoli arrancano sulle sedie, cercando di vedere cosa stanno prendendo. Ingenui. Se solo avessero il tuo stesso Dono... tu le paste le senti, non hai più bisogno della bolgia di stimoli recettoriali concernenti coni e bastoncelli, che gli inferiori chiamano Vista.

Sei come l'embrione nella scena finale di 2001 - Odissea nello spazio. Una nuova specie.

Quando arriva l'armistizio, ossia quando tutti (chi più, chi meno) sono sazi e gonfi come otri, si controlla il vassoio e la famigliola noterà con stupore che ci sono sempre, SEMPRE delle paste che rimangono, quelle che non mangia mai nessuno.

Tu con amore le richiudi e le riponi al fresco.

Tra un paio d'ore le analizzerai meglio di un agente CSI alle prese con un'impronta.

Beh, le paste che rimangono inviolate rimangono un mistero nella cultura gastronomica terrestre. Perché mai le si prendono? Tanto non piacciono nemmeno a chi le sceglie.

E invece...

...invece hanno anche il loro perché. Hanno una loro dignità, sono anche loro piccoli ingranaggi nell'enorme meccanismo d'orologio che è la Vita.

Te ne accorgi solo quando, scacciati i parenti a pedate, alle 18 apri il frigidaire e ti chini sul vassoio semicoperto dalla carta, avvicinandoti come se volessi ascoltare qualcosa.

Ci metti un po' a scegliere quale mangiare. Non hai fame, e non è nemmeno voglia di provare sapori nuovi. Hai solo un impellente, fottuto bisogno di dolce. Si sa, la pasticceria è luogo di perdizione, e le paste sono il Male. E danno dipendenza.

Scarti svogliatamente la cupola di cellulosa lavorata, sposti la crostatina ai frutti di bosco, scansi il cannolo allo zabaione (bleah!), non degni nemmeno di uno sguardo la mini-mimosa e punti dritto alla codadirospo.

La sollevi, stavolta hai tutto il tempo per ammirarla. Al primo morso vorresti pentirti di averlo fatto, ma arrivato alla fine capisci. Capisci che anche queste 4-5 superstiti hanno una loro personalità, sono state studiate, create con amore e sfornate allo stesso modo delle altre. Ora le puoi apprezzare!

Nel giro di 24 ore le paste sono tutte finite, masticate in orari improbabili.

Hai appena mangiato le paste che non mangi mai. Ed è lì che ti scatta qualcosa. È un senso di sporcizia interiore, come quando riemerge un brutto ricordo, ancora sfocato. Col passare dei minuti, delle ore e dei giorni ti diventa tutto più chiaro. Tu fai questa sceneggiata del finto snob alle 18 della domenica solo per avere la coscienza pulita e per poterle mangiare, acquietando il Demone del Saccarosio che chiede tributi. A te facevano, fanno e faranno CAGARE, ma la tua avidità e la tua dipendenza ti portano non solo ad essere un emerito stronzo coi familiari, ma anche a mentire a te stesso nella solitudine di una notte in cucina. Che schifo. Daresti un rene per dello zucchero colorato.

E mentre pensi questo è già giovedì... tra tre giorni è domenica...

sabato 26 marzo 2011

io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi...

ho visto la Salerno-Reggio Calabria completata e sgombra dai lavori in corso

ho visto piste ciclabili usate ANCHE dalle biciclette

ho visto titolari di concessionarie onesti ed affidabili

ho visto un film di Bruce Willis dove alla fine lui NON muore

ho visto donne capire il fuorigioco

ho visto Kate Moss lucida

ho visto film a Natale senza la parola NATALE nel titolo

ho visto veline che ballavano per più di 5 minuti di fila

ho visto il Premier parlare di politica

ho visto un'opposizione

e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.

E' tempo di... di... madò, ce l'avevo sulla punta della lingua...

IO AMO!

Io amo.

Amo le file alle casse del supermercato, con la cassiera lenta, o meglio con la cassiera veloce ma col vecchietto che conta i centesimi.

Amo essere fissato per ore in metropolitana la mattina, solo perché ho un baffo di dentifricio secco sul bordo inferiore destro del labbro.

Amo i vecchietti che brontolano guardando gli operai dei lavori in corso per strada. Cosa cazzo ne capite? Sarete mica tutti ingegneri?

Amo i nomi dei mobili dell'IKEA.

Amo chi fa colazione mettendo il dolcificante nel caffè, dicendo di essere a dieta, mentre mangiano un croissant doppia crema e amarena.

Amo chi racconta male le barzellette. Amo chi anticipa i finali delle barzellette. Amo chi anticipa e SBAGLIA i finali delle barzellette.

Amo i bambini casinisti e piagnoni, che si esprimono coi loro versacci nei momenti meno opportuni: durante la commozione dei funerali, nel silenzio rituale dei matrimoni, alle lauree, alle processioni, all'ultimo rigore della finale di Champions League.

Amo le mammine coi SUV. Perché vi fermate in terza fila, di traverso, davanti all'asilo, per poi scendere e prendere dall'immenso portabagagli uno zainetto microscopico dei Gormiti o delle Winx?

Amo chi conosce Demetrio Stratos.

Amo i nullafacenti che davanti alle sale scommesse cercano per terra i tagliandi vincenti.

Amo chi mi incontra e mi fa: “Beh, e allora, che si dice?”, evitando così di dover parlare per primo dei cazzi suoi.

Amo chi dice “assolutamente”. Amo ancor di più chi non specifica se è “assolutamente si” o “assolutamente no”.

Amo chi segue le mode dicendo di non seguirle.

Amo chi al semaforo si fa così avanti da non vedere quando è verde.

Amo chi sa fare le iniezioni.

Amo il politico che in TV guarda sempre fisso in camera, anche se l'intervistatore è di lato.

Amo chi non ha le basette.

Amo le vecchie che si stirano il viso, anche se dovrebbero sapere che sono le mani che sputtanano l'età.

Amo l'influenza, che anche quest'anno prenderà allo stomaco.

Amo chi porta i bambini alle sale Bingo fino alle 4 di notte.

Amo tutti quelli che non attraversano sulle strisce. Amo tutti gli automobilisti che non si fermano quando attraverso fuori dalle strisce.

Amo le foto sfocate.

Amo le donne che si incazzano se dimentichi l'anniversario, il loro compleanno, il loro nome.

Amo chi vende per telefono il pacchetto ADSL-flat alle novantottenni della provincia di Isernia.

Amo la ragazza che ti guarda male dopo averti sgamato a fissarle la scollatura.

Odio quando mi finisce la carta igienica, ma non la colica.

Amo i cani, i gatti, gli opossum, gli echidna, i capibara, le manguste, gli yak, le mosche, le zanzare-tigre, le tigri-zanzara.Amo i bradipi, lenti come farmacisti.

Apprezzo l'ornitorinco, crudele scherzo della Natura. Amico ornitorinco, ti sono vicino.

Amo i panda. Sì, i dolci, teneri panda cinesi, anche se per colpa della loro voracità ogni anno spariscono migliaia di ettari di bambù indifesi.

Amo dover parcheggiare in centro.

Amo chi fa manovra con la Smart. Farebbe prima a scendere e spingerla di lato.

Amo chi usa il WI-FI per sentire la radio via web.

Amo i lattonieri. Appena scopro cosa fanno nella vita, li amerò ancora di più.

Amo i geometri del Catasto. Tutti uguali, camicia - jeans - scarpe marroni - capelli lucidi di sebo - portacellulare sulla cintura - valigetta - cartellina verde oliva - marsupio di cuoio sotto l'ascella - occhiali da sole sulla fronte.

Amo tutti, tutti i cantanti napoletani, con i loro mielismi arabeggianti, virtuosismi da muezzin.

Odio la puzza di fragole. Voi chiamatelo profumo, a me fa cagare.

Amo i Sigur Rós e i loro criptici testi in islandese.

Amo chi va a piangere in TV e poi si indigna di essere stato ripreso.

Amo chi dice di non vedere la televisione.

Amo i testimoni di Geova, le loro citofonate alle 7 della domenica mattina, gli avventisti del settimo giorno, gli hare krishna, i valdesi, i sik, i cristiani rinati, gli adoratori del pube, i mormoni, i brahmini, gli zoroastristi, gli scintoisti, gli animisti, i milanisti.

Amo il tizio che è entrato prima di me in ascensore ed ha scorreggiato.

Amo quando l'anestetico dal dentista non ha ancora fatto effetto. E il dentista non se n'è accorto.

Amo quando non mi prendono sul serio. Amo anche quando mi prendono troppo sul serio.

Amo la pubblicità. Non tutta, solo quella dove c'è figa.

Odio il sole quando fugge dietro le nuvole, e mi fa sparire le ombre.

Amo chi va in auto a 3 kmh, salvo poi accelerare solo in presenza del semaforo giallo, che immancabilmente diventa rosso. Ma nel frattempo lui è passato. E io no.

Amo chi va a puttane dopo aver cenato in famiglia.

Amo i miei amici quando decidono di andare al bowling la sera in cui indosso i miei gloriosi calzini bucati.

Amo chi non sa coniugare i verbi. Se potrei, gli imparassi io a parlare.

Amo chi scrive liste cretine.

OROSCOPO 2011

ARIETE: nel mese di febbraio avrete una cartella esattoriale sbagliata che però non riuscirete a contestare. Chiamerete un amico avvocato per fare causa al Comune ma la perderete perché il vostro avvocato altri non è che un mitomane che va in giro per tribunali con la toga rubata a Di Pietro. Verso novembre le guardie municipali vi sequestreranno l'iPhone così state pace.

TORO: nella fuga dal carcere vi siete scordati il dentifricio. Entrando con disinvoltura in un emporio, con i piedi ancora tintinnanti per le catene, un addetto vi consiglierà un Mentadent sbiancante: non cedete alle sue lusinghe! In realtà è il signor Mentadent che di nascosto visita negozi a casaccio e propina i suoi prodotti. Opterete per un Pasta del Capitano al sapore di Funghi.

GEMELLI: ad ottobre le cose cambieranno. Se ci arrivate.

CANCRO: quel taglio di capelli vi sta male. Cambiatelo o mettetevi una parrucca.

LEONE: non si parcheggia in seconda fila! La vigilessa che vi ha fatto la multa ha chiesto anche un accertamento fiscale alla Finanza. La vostra "cooperativa" di extracomunitari che masterizzano DVD falsi ormai è da chiudere.

VERGINE: Seeeeeeeeeeeeeeee vattin!

BILANCIA: ogni estate venite derisi per il vostro terzo capezzolo: quest'anno deciderete di operarvi e perciò sfoggerete finalmente una terza tetta. Tutti gli animali della vostra Farmville moriranno per un virus informatico: vaccinateli, siete ancora in tempo.

SCORPIONE: fate sciogliere il cioccolato fondente in un pentolino e nel frattempo lavorate il burro fino a farlo diventare una crema. Aggiungete al burro metà dello zucchero, il cioccolato ormai sciolto, ed i tuorli. A parte montate a neve gli albumi ed aggiungetevi l’altra metà dello zucchero per poi unire i due composti. Ovviamente è tutta una metafora.

DRAGO: mi sa che avete sbagliato zodiaco. Comunque sappiate che a voi andrà tutto liscio. Quel problema inguinale passerà con quella pomata che vi vergognate a chiedere in farmacia.

SAGITTARIO: da quando vi siete trasferiti a Noicattaro la vostra qualità di vita è decisamente inficiata. Mentre cercate "inficiata" sul dizionario, dei ladri entreranno in casa vostra e, presi a compassione, vi lasceranno 50 euro sul tavolo. Lavoro: diventerete miliardari inventando assorbenti che non assorbono, per ragazze che non hanno ancora avuto il menarca.

OFIUCO: cosa CAZZO siete?

CAPRICORNO: areare il locale prima di soggiornarvicisi. Potete avere effetti collaterali anche gravi. Non somministratevi al di sotto dei 12 anni. Le immagini che vedete nello specchietto possono essere più vicine di quel che sembrano.

AQUARIO: la vostra perspicacia (che per gli altri è pedanteria) vi fa notare che "acquario" si scrive con la C. Spocchiosi come pochi, farete notare l'errore nella bacheca del sottoscritto, vincendo una bambolina offerta da Mark Zuckerberg in persona. Salute: tutto bene, però copritevi che c'è corrente.

PESCI: ueee! Da quanto tempo! Meh, e allora? Che si dice? Tutto a posto? Eh? Mi fa piacere, mi fa.